ANAMORFOSI: QUANDO L’ILLUSIONE GRAFICA DIVENTA UNA TENDENZA

La parola “Anamorfosi” ha origini greche e letteralmente significa “forma ricostruita”. Può sembrare qualcosa di complicato ma altro non è che un’immagine fortemente distorta e che può trarre in inganno.


La scritta “STOP” ed il pittogramma della bicicletta sulle strade, ad esempio, sono forme anamorfiche poiché le scritte appaiono leggibili soltanto da un certo punto di vista mentre da altri risulta difficile capire il significato della segnaletica.
L’anamorfosi può essere applicata in più modi ma la tecnica più famosa è chiamata anamorfosi ottica e si ha quando l’immagine sul piano va osservata da una determinata posizione altrimenti non riusciremo a cogliere il senso dell’immagine.

Un esempio di anamorfosi ottica: La lumaca gigante di Julian Beever a New York
 – sito internet

Storicamente parlando, l’anamorfosi nasce in ambito artistico (soprattutto in Europa del Nord) per includere nei quadri riferimenti nascosti relativi a religione, società e amore.
L’esempio più famoso di questa tecnica appartiene a Hans Holbein con il quadro “Gli Ambasciatori” del 1533.
A primo impatto, non riusciamo a capire cosa sia quella forma distorta nella parte inferiore del quadro. Soltanto osservandolo da una certa prospettiva la distorsione prende forma andando a trasformarsi in un teschio.

Nel quadro di Hans Holbein, il teschio è visibile soltanto posizionandosi ad una certa angolazione

Nonostante sia nata tanto tempo fa, l’anamorfosi ha conosciuto un grande successo soltanto recentemente andando a diventare la moda del momento in diversi ambiti come quello artistico, pubblicitario e musicale.
Dal lato artistico, l’anamorfosi viene utilizzata principalmente dagli artisti di strada che, con i propri gessetti, creano disegni apparentemente distorti se guardati dalla prospettiva sbagliata.
Dato il successo riscontrato, le attività non hanno voluto essere da meno. È l’esempio del centro commerciale francese “Bercy 2” a Charenton-le-Pont che nel 2017 ha deciso di dare carta bianca a dodici artisti internazionali andando a creare una delle street art più famose degli ultimi tempi riscuotendo, inoltre, un grandissimo successo sui social grazie al fatto che certe opere si prestano molto bene agli scatti e alla ri-condivisione.

 

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La piscina di Julian Beever

Non solo arte e spettacolo, anche nelle campagne marketing l’anamorfosi ha conosciuto un grande utilizzo ed i motivi sono molteplici. Prima di tutto la tecnica genera stupore andando, di nuovo, a generare condivisioni e viralità. Un secondo motivo è la sinergia che il luogo o il prodotto da pubblicizzare possono creare insieme all’immagine distorta tanto da dare un’impressione positiva del brand.
Parliamo ad esempio della casa di abbigliamento francese Lacoste che, non riuscendo a resistere alla tentazione di questa tendenza, nel 2014 ha mandato in onda un video con immagine anamorfiche per pubblicizzare il proprio profumo, giocando sul logo della compagnia oltre che sulla forma del prodotto.

Un altro esempio di come un semplice dipinto su muro possa far scattare il meccanismo della condivisione andando a raggiungere un numero elevato di persone.

 

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L’anamorfosi può avere anche un’altra funzione: l’utilità.
È il caso dell’aeroporto di Lione che, prevedendo un ampliamento della struttura, ha commissionato a varie agenzie la realizzazione del tunnel di collegamento che con i suoi 250 metri avrebbe dovuto unire l’aeroporto con la nuova zona.
Una delle proposte più creative appartiene all’agenzia Graphéine che per la riuscita del progetto aveva deciso di puntare su alcune illusioni ottiche per far sembrare il percorso meno lungo di quanto fosse in realtà. L’inganno stava nel colorare il tunnel in modo che, percorrendolo, le forme iniziavano a distorcersi andando a creare una sensazione di velocità aumentata.


Un altro esempio di come l’anamorfosi possa rendere interessante una galleria monocolore. Da una parte troviamo il volto di un’anziana che ci ricorda il passato mentre dall’altra il volto di una bambina che ci fa pensare al futuro. Il tutto mentre attraversiamo un semplice tunnel.

 

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Per ultimo ma non meno importante, l’anamorfosi viene utilizzata anche nei video musicali su YouTube. L’esempio più noto che merita una menzione è quello del gruppo statunitense “Ok Go” che, già noto per i propri video non proprio convenzionali, per lanciare il proprio singolo “The Writing’s On the Wall” ha deciso di ricorrere in maniera ampia dell’anamorfosi.

Sei rimasto colpito? Vorresti utilizzare anche tu l’anamorfosi?

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