DIGITALIZZAZIONE: TRA E-COMMERCE E NUOVE FORME DI LAVORO

DIGITALIZZAZIONE: TRA E-COMMERCE E NUOVE FORME DI LAVORO – A partire dai primi anni ’80 il mercato del lavoro viene interessato da una serie di cambiamenti (post-fordismo) che segneranno la fine della produzione di massa tipica della catena di montaggio dell’industria novecentesca. Le cause di questa trasformazione possono ritrovarsi nello sviluppo tecnologico e nella terziarizzazione dell’occupazione: lo sviluppo tecnologico degli anni ’80 e ’90, con l’avvento dei computer nella gestione della produzione, ha reso possibile organizzare il lavoro tramite sistemi informatici capaci di governare le macchine. Le conseguenze di questo importante cambiamento, supportato da una parallela innovazione delle macchine, sono state sia un aumento della produttività che un risparmio nel costo del lavoro, a causa della fuoriuscita di lavoratori, non più necessari, dal mercato.

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Un’altra causa di questa trasformazione è stata l’affermazione dell’economia dei servizi come settore principale del mercato del lavoro: già nel 1983 l’Economist utilizzava il termine “New Economy” per definire il fenomeno del passaggio al settore dei servizi come detentore del monopolio del mercato del lavoro. Le conseguenze di questo cambiamento sono fondamentali per la definizione del mercato del lavoro contemporaneo: le competenze maggiormente richieste ai lavoratori sono ormai diventate quelle intellettuali e non più quelle fisiche.

DIGITALIZZAZIONE – SOCIAL NETWORKS, E-COMMERCE E INTELLIGENZE ARTIFICIALI: LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Con l’avvento negli ultimi anni dei social networks, dei BOT, delle intelligenze artificiali e degli ecommerce, la situazione è ulteriormente mutata: l’attenzione verso un determinato prodotto e il suo prezzo è stata sostituita da quella verso servizi come consegne rapide, recensioni alte, efficienza del servizio clienti e così via… Tutto quel mondo che ruota intorno alla comunicazione di un marchio, un’azienda e un prodotto è diventato determinante ed essenziale ai fini delle vendite, costituendo così un elemento irrinunciabile e imprescindibile per l’affermazione all’interno del mercato.

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È possibile dunque parlare di una “quarta rivoluzione industriale” caratterizzata dall’adozione della digitalizzazione come strategia centrale delle start-up e delle multinazionali, che hanno integrato nella propria strategia aziendale nuove tecnologie in modo da venire in contro alle esigenze dei consumatori: banking online, app, siti web mobile friendly, e-commerce, bot, assistenza clienti tramite chat sono solo alcuni esempi del fenomeno.

Tramite la digitalizzazione, dunque, le aziende hanno la possibilità di migliorare l’esperienza dei clienti, aumentare la loro visibilità e ridurre i costi.

Quali saranno le conseguenze della digitalizzazione e dell’automatizzazione delle aziende nel mercato del lavoro? Se molti lavori saranno destinati a sparire in futuro, sembra proprio che il fattore umano giocherà un ruolo fondamentale: competenze e abilità come intelligenza sociale, empatia, creatività, capacità di negoziazione, persuasione e comunicazione, pensiero critico e capacità di adattamento diventeranno infatti sempre più richieste. D’altro canto, è essenziale che i lavoratori e le aziende scommettano sull’innovazione tecnologica aumentando la loro presenza digitale al fine di ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti.

DIGITALIZZAZIONE – E-COMMERCE VS. STORE FISICO?

Se per un certo periodo si è sostenuto che gli e-commerce e le vendite online avrebbero portato alla dissoluzione dei negozi fisici, le cose oggi sono cambiate: se da un lato la vendita online sembra penalizzare gli esercenti, in realtà, sviluppando in sinergia negozio fisico e e-commerce è possibile implementare notevolmente il proprio business. Il negozio fisico, infatti, non è più soltanto il luogo dove si effettua la vendita, ma uno spazio nel quale il cliente può venire a conoscere il prodotto, fare domande in merito e vivere una vera e propria esperienza sensoriale totalizzante che poi porterà ad un acquisto online.

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La sinergia tra negozio fisico ed e-commerce può infatti diventare un’esperienza molto gratificante per i consumatori. I venditori, d’altra parte, possono sfruttare questa opportunità per capire in maniera più semplice cosa funziona meglio per i clienti online e quali sono i prodotti più venduti, per trasferire poi queste proposte in store: questi test, che possono rivelarsi difficili da gestire per un negozio fisico tradizionale, sono molto più semplici da effettuare prima online per poi trasportarli offline in caso di efficacia.

Inoltre gli e-commerce, grazie a strumenti come la SEO, consentono, da un lato, di raggiungere potenziali clienti tramite chiavi di ricerca diversificate, e dall’altro quello di ampliare l’offerta tramite l’introduzione di prodotti più difficili da vendere in store.

Un’altro metodo molto efficace, ad esempio, è quello di realizzare delle giornate di prova dei prodotti in negozio, al fine di stabilire una relazione più stretta con i consumatori che poi acquisteranno online in virtù della fiducia acquisita nei confronti dell’attività.

Un esempio interessante della fusione tra store fisico e digitale è dato dall’esperienza di LUISAVIAROMA, storico negozio di moda fiorentino nonché uno dei più importanti portali ecommerce del lusso, fautore di una strategia multichannel capace di connettere online e offline: già dal 2008, infatti, all’interno del punto vendita è stato ridotto lo spazio dedicato ai prodotti e sono stati inseriti dei touch screen attraverso i quali i clienti possono ordinare dei prodotti scegliendo se riceverli immediatamente o direttamente a casa.

DIGITALIZZAZIONE – I TEMPI E I LUOGHI DELLA DIGITALIZZAZIONE

Infine, un’attenzione particolare va rivolta ai tempi e ai luoghi interessati nel processo di digitalizzazione e nello sviluppo di nuove forme di lavoro. Sebbene attraverso questo processo gli orari e gli spazi di lavoro siano diventati più flessibili, la componente umana risulta essere ancora imprescindibile. I luoghi fisici, gli uffici e gli spazi di coworking hanno ancora un’importanza determinante, le interazioni dirette, le riunioni, e i meeting con i clienti sono ancora preferiti alle call digitali, in quanto, il fattore umano è proprio l’elemento capace di fare la differenza in una commistione tra fisico e digitale, locale e globale, multimediale e sensoriale.

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