Instagram Places. Social e Design

Vi siete mai chiesti in che misura i social possano incidere sulla progettazione di ristoranti, hotel, punti vendita e musei? Diamo un occhiata a come è cambiato il concetto di interior design ai tempi di Instagram.

Oggi come oggi quando scegliamo un posto dove passare le nostre vacanze o un ristorante in cui cenare l’Instragrammabilità è un criterio che sta prendendo sempre più importanza. Questa parola è stata creata ad hoc per tutti quei luoghi che sono particolarmente fotogenici e adatti per una pubblicazione su Instagram. Booking ci racconta che il 70% degli ospiti delle strutture ricettive dà molta importanza al design. Per questi fattori l’estetica di Instagram influenza in maniera sempre più preponderante nei progetti di interior design per le aziende.
Instagram è un mezzo che è sempre più utilizzato in maniera massiccia per promuovere dalle attività sia attraverso l’auto promozione tramite fotografie delle strutture, sia con gli scatti, anche non professionali, dei fruitori degli spazi e luoghi. Ma quali sono le aspettative dei consumatori e degli Instagrammer quando scelgono un ristorante, un bar, un hotel o un museo? Come le loro preferenze e le loro aspettative vanno a influire sulle decisioni in merito all’interior design dei proprietari?

Un esempio perfetto di quello di cui stiamo parlando è l’ Ovolo 1888 hotel di Sydney che si è autodefinito un instragram hotel, perfetto per i selfie dei propri clienti… non ci credete? Dateci un’occhiata!

Instagram Places. Cosa vogliono i consumatori?

4 Millennials su 10 scelgono una destinazione in base a quanto questa risulti fantastica su Instagram. Questo è un dato di fatto.
L’ago della bilancia per la scelta di una destinazione è quanto questa sia predisposta ad essere condivisa sui social, Instagram in primis.

 

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#berlin #25hoursbikiniberlin #roomwithaview #ifa2018

Un post condiviso da Christophe (@groucha) in data:

Colori, oggetti, arredamento, simmetria, sono solo alcuni degli elementi che possono rendere un luogo particolarmente interessante per un utente Instagram. Le aziende non possono non prendere in considerazioni tutti quei trend, come ad esempio l’originalità del design o la cura spasmodica dei piccoli dettagli – ovviamente fotografabili, se hanno come fine ultimo quello di essere appetibili per tutta quella fascia di utenza che è legata in maniera indissolubile con i social networks.

È sempre booking.com a ricordarci che il 40% dei viaggiatori reputi l’arredamento un elemento fondamentale per la scelta di hotel, b&b o quant’altro dove soggiornare. Non c’è da stupirsi quando scopriamo che il 33% degli intervistati ammette di aver passato più tempo di quanto preventivato all’interno della struttura proprio a causa dell’arredamento.
In Italia questi dati sono confermati: il 21% trova un plus soggiornare in una struttura Instagrammabile, il 41% pubblica sui social la hall dell’albergo, il 32% non si lascia sfuggire la foto ricordo della stanza mentre il 14% dichiara di aver spacciato le foto delle location visitate come casa propria.

Instagram Places. Come sfruttare l’instagrammabilità con l’interior design.

#pastel, #vintage #shabby non vi dicono nulla? Sono solo alcuni degli hashtag che hanno reso virali migliaia di foto.

La rilevanza dell’interior design non riguarda solo alberghi ma tutte le strutture ricettive, come ad esempio ristoranti e musei. Non avete notato che gli chef stanno sempre più proponendo piatti che siano Instagrammabili, cavalcando le tendenze (il food unicorn non vi dice nulla?) che partono dal cibo per arrivare a tutto l’allestimento del locale. Provare per credere, se vi capita di essere a Bangkok potere fare un salto all’Unicorn Cafè.

https://www.instagram.com/p/Br4w-ESn1ks/?utm_source=ig_web_button_share_sheet

Lampadari, scritte al neon, muri colorati o elaborati con nome del brand o le mattonelle con pattern particolari, ovviamente in tinta con il logo: sono tutti dettagli che sono pensati per essere fotografati e condivisi, possibilmente con tanto di hashtag.
Sempre più ristoranti lavorano proprio per diventare meta di fotografi e Influencer: la condivisione di un buono scatto ha speso la funzione di trigger per far sì che i follower vogliano scattare la stessa foto nello stesso posto. Questo è il caso del ristorante Media Noche di San Francisco, dove l’estetica particolare data da un buono studio di interior design ha permesso che questo luogo sia diventato un buon esempio di successo su Instagram.

 

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Filed under “tiles I’d be very ok with in my future kitchen” @medianochesf your food was just as delicious as your decor.

Un post condiviso da Jade Broadus * Family Travel (@vagabond3) in data:

Madelin Markoe, co-founder del ristorante, racconta che il cliente medio del locale scatta fotografie per 10 minuti prima di ordinare e molti addirittura si muniscono di treppiedi per riuscire a trovare la giusta inquadratura.
Altro luogo must per il selfie è sicuramente il bagno. A gennaio 2018 Vogue ha pubblicato un articolo proprio sui bagni più ‘instagrammabili’ dei ristoranti e hotel di Londra e non dimentichiamoci il successo mediatico del bagno dell’edizione 2017 del Met gala di Nyc, onnipresente su tutti i profili social degli inviatati.

Anche i musei e gli spazi culturali si sono piegati alla dura legge dell’instagrammabilità diventando luoghi sempre più adatti ad essere fotografati e con proposte espositive sempre più immersive che invitano il fruitore ad farsi un selfie.
Un caso che possiamo citare è quello della mostra Wonder alla Renwick Gallery del Smithsonian American Art Museum dove, grazie ai colori accesi e vivi delle opere esposte, gli scatti di Instagram sono sempre più numerosi. A questa caratteristica va aggiunta l’attività social del museo che invita i visitatori a scattare dei #museumselfie e invita a condividerli con i relativi hashtag. Non dobbiamo stupirci che ci siano musei che si sono attrezzati per far scattare selfie con aree e situazioni dedicate ai propri visitatori (il Getty Museum di Brentowood ha posizionato degli specchi per facilitare il selfie mirror) e altri musei la cui architettura o le mostre ospitate puntino proprio ad essere il più social possibile. due esempi?Il museo Ice Cream  e il Broad Museum.

 

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Stained glass is just frosted glass with a little more color ✨ @erinsummer_

Un post condiviso da Museum of Ice Cream (@museumoficecream) in data:

Instagram Places. Le città diventano insta-friendly.

Arrivati a questo punto dell’articolo, non vi stupirete se vi diciamo che anche le città nella loro interezza vengono influenzate dall’esistenza di un social come Instagram. Ebbene sì, in rete troverete centinaia e centinaia di articoli su “I 10 punti più instagrammabili” di una città, o su piccoli trucchi per rendere più accattivanti scatti che altrimenti risulterebbero banali e già visti. Ci si muove ormai seguendo la visibilità e sfruttando uno strumento così potente. È questo il caso del quartiere londinese Shoreditch che ha fatto dei suoi muri opere d’arte da essere fotografate dai passanti, garantendosi in questo modo una personalità ben riconoscibile. Anche i bar e i ristoranti sono pieni di piante, rose e dettagli progettati appositamente per finire online.

 

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Awesome new artwork by @zabouartist on #bricklane #mural #wallart #art

Un post condiviso da Jezzerkins (@jeremy_sharp321) in data:

Lo stesso vale per il famoso binario 9 e 3/4 di Harry Potter allestito alla stazione di King’s Cross, un must per chi passa per Londra.

In Italia lo stesso approccio è stato utilizzato dallo Studio Job che si è occupato della comunicazione della rinascita del Garage Traversi a Milano. L’installazione annuncia il nuovo inizio dell’iconico edificio, invitando il pubblico a condividere i propri sentimenti per Milano sui social media utilizzando gli hashtag #ohohmilano e #garagetraversi.

Instagram Places. Come influenzare il comportamento con il design.

Al giorno d’oggi il design non è solo creare un ambiente comodo, piacevole e che funzioni non è solo semplice estetica: oggi si punta anche a influenzare il comportamento umano con le caratteristiche dei servizi e dei prodotti. Questo concetto è ben applicabile all’interior design e nello specifico possiamo ritrovarlo nella progettazione di molti punti vendita o flagship store. In questo caso, oltre alla componente estetica, si vuole trasmettere al cliente o visitatore, una vera e propria esperienza sensoriale a 360 gradi in grado di spingere il consumatore all’acquisto o a compiere determinate scelte. Questo modus operandi è molto utile per tutte quei brand che vogliono ottimizzare la customer experience andando ad esaltare l’essenza del marchio senza dover ostentare il logo ma andando a comunicare attraverso tutta la struttura, coinvolgendo tutti e cinque i sensi.

L’utente quindi non è spinto a consumare il prodotto ma a conoscerlo dal suo interno. Un buon esempio ci è fornito dalle esposizioni sensoriale “mix it up” di Pepsi durante il Salone del Mobile 2015 quando i prodotti sono stati presentati in una maniera molto originale: tubi di rame e cilindri di vetro, come in una vecchia fabbrica di birra o whisky, con gli ingredienti – come noci, polvere di cola e altre spezie – in mostra che permettevano la creazione di bevande che riportavano all’origine del prodotto. Modernità e tradizione qui si sono sposate alla perfezione fornendo allo spettatore un forte richiamo alla produzione originale della cola, direttamente dalla noci di cola. La funzione di queste installazioni è fornire una storia su tutto il prodotto, fornire un’esperienza sensoriale tramite un percorso totalizzante dell’utente all’interno della storia del prodotto: è il luogo che ci racconta una storia. Il fine ultimo dei brand nel raccontarci questa storia, non dimentichiamolo, è di essere degni di una story, o di un post, su Instagram.

 

Se vuoi che la tua attività diventi Instagram-friendly contattaci per un preventivo.

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