Perché sono tutti impazziti per il “10 years challenge”?

Dietro un innocuo hashtag su facebook potrebbe nascondersi la più grande raccolta di dati sul riconoscimento facciale.

Avete già notato, smanettando sui social, che tutti stanno postando la loro foto di oggi con una foto di 10 anni fa? Questo fenomeno si chiama #tenyearschallenge, come tutti i tormentoni di Facebook ha un effetto simpatico e acchiappa like perché con un semplice colpo d’occhio ci rendiamo conto del tempo che passa – nel bene o nel male.

Tutto sembra carino e smart come spesso accade sui social, ma il famoso “ma” è sempre dietro l’angolo. Kate O’neil si è posta una semplice domanda: non è che stiamo assistendo ad una maxi raccolta dai sul riconoscimento facciale? E proprio noi mettendo vicine due foto del nostro volto, a distanza di 10 anni, più o meno nella stessa posizione stiamo facendo un regalo pazzesco a chi lavora a sistemi informatici di riconoscimento del volto?

Giusto per capire meglio: chi lavora sul riconoscimento facciale si occupa di sistemi che possono riconoscerci, attraverso la telecamera del nostro smartphone, e permettono di fare azioni come sbloccare il telefono, installare un app. Tutto questo avviene attraverso l’utilizzo di una intelligenza artificiale. Tutte cose molto utili e carine.. come ad esempio il sistema di sicurezza interno di Amazon o il riconoscimento facciale utilizzato dalla polizia in Oregon. In parole povere i nostri dati, le nostre foto, tutto quello che pubblichiamo con leggerezza sui social è materiale estremamente prezioso per altri, è un pò la moneta di scambio che paghiamo per utilizzare Facebook (e non solo) gratis. Bisogna essere consapevoli di questi processi, e altrettanto coscienti che non sempre le informazioni sono prese in modo chiaro e pulito… vi ricorda nulla Cambrige Analytica?

Ora che abbiamo fatto un pò di chiarezza su come i vostri dati vengono utilizzati anche a nostra insaputa, capiamo perché il #10yearschallenge è importante. Chi si occupa di riconoscimento facciale sta lavorando a quello che viene definito “age progression” e “age recognition”, ovvero insegnare alle macchine in concetto di tempo che passa, riconoscendo il passare degli anni su un volto, capirne l’età partendo da un viso. In pratica stanno cercando di informatizzare la consuetudine di indovinare l’età di una persona appena incontrata, una pratica diffusa da sempre, dai filosofi dell’antica Grecia ai programmatori che studiano algoritmi di age processino… e ovviamente non dimentichiamoci tutti gli spettatori di Enrico Papi a Guess my Age!

Quindi è dunque il caso di seguire i trend hashtag e pubblicare le proprie foto che potrebbero essere utilizzate qualsiasi motivo? Non si sbaglia ad essere paranoici in merito perché le cose succedono spesso in un modo molto più semplice di quanto uno possa pensare: basta un hashtag giusto per raccogliere una valanga di dati e quei dati, che lo si voglia o no, appartengono a qualcuno.

In conclusione, come sempre, alla domanda se sia giusto o no accettare la sfida, ci sono due risposte, entrambe correte: accettare con consapevolezza le conseguenze (sia reali che immaginarie) della diffusione delle nostre foto e quindi va bene pubblicarle. Oppure si può evitare ogni possibile utilizzo non pubblicando un bel niente. L’unca risposta che non è corretta è non essere coscienti di quello che si sta facendo, pubblicarle senza pensarci non avendo coscienza di quello che si sta facendo. Dobbiamo pretendere che chi gestisce i nostri dati lo faccia con cautela, ma lo stesso lo dovremmo fare noi…

…. cmq anche facebook si è espresso in merito 🙂

“Si tratta di un meme creato dagli utenti e che è diventato virale in modo spontaneo. Non abbiamo iniziato noi questo trend, in cui vengono utilizzate foto già esistenti sulla piattaforma, e non guadagniamo nulla da questo meme (se non ricordarci quanto fosse discutibile la moda nel 2009). Per inciso, gli utenti di Facebook possono, in qualsiasi momento, scegliere se attivare o disattivare il riconoscimento facciale.” – Portavoce di Facebook

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Categories: Social Networks/trend