In un mondo post Covid-19, come consumeremo?

Due studi in particolare, realizzati da WGSN ed Euromonitor, hanno indagato sulla questione, rivelando un prima e un dopo Covid-19.

Mentre molti Paesi europei stanno per interrompere il lockdown e gli acquisti fisici dovrebbero lentamente riprendere, è venuto il momento di ricavare delle lezioni dall’esperienza che stiamo vivendo attualmente per cercare di capire il modo di consumare di domani. Come molti hanno già osservato, l’attuale crisi ha accelerato alcune tendenze che stavano già emergendo.

“La pandemia di coronavirus è il più grande motore globale di cambiamento osservato da molto tempo. Le industrie saranno spinte ad adattarsi, perché siamo di fronte a una realtà che esige, sia dagli individui che dalle aziende, flessibilità, resilienza e soprattutto creatività […..] Una volta finita questa crisi, sappiamo che riemergeremo in un mondo diverso, il che significa che anche i prodotti e le esperienze che ora ci proponiamo di creare dovranno essere diverse. In questo scenario, è più importante che mai capire ciò che le persone vorranno ancora acquistare e come creare i prodotti giusti. Anche se facciamo affidamento sulla connettività digitale per sopravvivere a questo periodo turbolento, sarà il nostro bisogno di connessione umana che modellerà davvero le nostre vite”

Questo è quanto ci sottolinea Carla Buzasi, Managing Director di WGSN nel rapporto “’Future consumer 2022” della famosa società di trend.

I consumatori hanno attraversato diverse fasi: paura, residenza che porta a pensare che la capacità di resistere sia la priorità su tutto, ottimismo in contrapposizione alla catastrofe che l’ambiente ci ha imposto e infine le azioni non sincronizzate a livello di società che portano ad un grosso problema nel concetto di comunità che viene a meno quando ci si priva della quotidianità condivisa. Questi 4 sentimenti stanno segnando la popolazione di tutto il globo e danno vita a tre profili ben precisi di consumatori: the Stabilisers – gli adepti alla stabilità, the Settlers – i pionieri e the New Optimists – i nuovi ottimisti.

the Stabilisers
stabilità a tutti i costi in contrapposizione con l’ansia da virus: esperienze semplificate, rapporti semplificati con i marchi, relax e zero stress

the Settlers
vogliono stabilire un nuovo mondo in cui si lavora meno ma meglio, dove i rapporti sono di comunità. Locale è una parola sicuramente chiave di questi consumatori, il prodotto deve essere esclusivo e sostenibile.

the New Optimists
hanno fame di gioia di vivere e sono trasversali a livello di età. Per i più giovani devono essere delineati prodotti, marchi e servizi che si adattano al loro stile di vita: l’esperienza di acquisto deve essere iper locale e contestualizzata in un evento di vendita. I marchi dovranno anche creare un dialogo con tutte le età per poter ambire a questa fetta di mercato.

Le previsioni di WGSN sottolineano tre elementi principali:
semplicità – negozi semplici e acquisti on line semplificati
onnipresenza – livestream on line e eventi commerciali
on demand – focus estremo sul locale

Euromonitor International ci aveva fornito 10 tendenze globali per il consumo del 2020 che sono state rimodulate con l’avvento del covid-19. Analizziamole insieme

Ai & robot: già erano un trend, diventeranno sempre più centrali post covid specialmente nella grazia di servizi con contatti minimi

Informazioni rapide: averle è una tendenza amplificata, i consumatori hanno una soglia di attenzione ancora più bassa e richiedono sicurezza e coinvolgimento in un messaggio veloce, breve e conciso

Mobilità: in passato si parlava di fluidità e di sharing, ora la paura ci porta a cercare sicurezza. Nel lungo termine si cercheranno soluzioni sostenibili, ad esempio la bicicletta è sicuramente in trend

Inclusione: dopo un periodo di lockdown e di isolamento i consumatori hanno bisogno di ritrovare il mancato senso si comunità. Questa tendenza è molto importante per tutto il comparto dell’intrattenimento, del tempo libero e anche per tutte le piattaforme di connessione interpersonale.

Benessere mentale: dovranno essere superati tutti i traumi dovuti all’ansia e alla claustrofobia da lockdown. La cura di se e il benessere saranno la priorità di molti.

Abitazioni multifunzionali: le case diventano luogo di lavoro, spazio per il gioco, aule di studio e luoghi per lo shopping, rigorosamente on line. L’abitazione ha subito una trasformazione che sarà irreversibile.

Privacy: ci siamo dimenticati momentaneamente di questo problema che tornerà nel lungo periodo. Si è assistito alla digitalizzazione della popolazione più matura e forse sarà quesa la sfida che le aziende dovranno cogliere.

Local pride: è un trend in aumento poiché le persone tendono a identificarsi sempre di più in prodotti locali e a brand no global. Iper localizzazione e senso di appartenenza saranno la base per lo sviluppo dello small business che dovrà evolvere l’offerta nell’ecommerce

L’economia circolare è in ribasso: il green sarà sostituito dal clean, la salute e la sicurezza sono la priorità. la circular economi tornerà ma non nell’immediato perché cmq la sostenibilità resterà nell’agenda dei consumatori.

Aria Pulita: il trend è costante ma si passa dalla preoccupazione dell’aria esterna a quella all’interno degli spazi. Si cercherà subito di prevenire e di tornare a stili di vita sostenibili e nel lungo termine invece si tornerà alla protezione verso l’inquinamento.

Brand Purpose: Fare azioni benefiche in questi tempi è sicuramente un’iniziativa chiave per tutte le aziende: i consumatori non vogliono solo sentirsi vendere i prodotti ma chiedono che questi siano utili, d’aiuto e offrano supporto.

 

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Categories: trend